Il 2 ottobre del 1607 arrivò al forte
di Capo Passero Sua Eccellenza il vicerè di Sicilia
don Giovanni Ferdinando Paceco (vedi
foto di un documento dell'epoca). Ad accompagnarlo
vi era tutta la sua famiglia ed uno stuolo di notabili, ministri,
ufficiali, soldati e personale di corte. Il vicerè apparteneva
ad una casata spagnola di antiche origini e vantava i titoli di
marchese di Vigliena, duca di Ascalone
e conte di Santo Stefano. In precedenza aveva ricoperto
la carica di ambasciatore del re Filippo III presso la Corte di
Roma. Pochi mesi dopo il suo insediamento nel regio palazzo di
Palermo, il Paceco decise di intraprendere un lungo viaggio per
mare, che lo avrebbe portato a visitare alcune delle più
importanti città della Sicilia.
Giunto a Messina alla fine di luglio del 1607,
e soffermatosi per qualche giorno, salpò dallo Stretto
nel successivo mese d’agosto, a bordo delle regie galee.
La prima città dove approdò fu Catania;
da qui, a cavallo, si recò a Lentini e
quindi a Siracusa. Mentre si trovava a Siracusa,
i giurati netini inviarono presso la sua corte un ufficiale della
milizia spagnola, per sapere se Sua Eccellenza intendeva fare
visita anche alla città di Noto; in caso
affermativo chiedevano di sapere quando sarebbe arrivato e quante
persone costituivano il suo seguito, in modo tale da poter organizzare
un’adeguata accoglienza. L’ufficiale tornò
con la notizia che il vicerè, quanto prima, sarebbe partito
per la città ingegnosa, dove avrebbe soggiornato per qualche
giorno. Prima di raggiungere Noto, però, avrebbe fatto
una sosta alla torre di Vendicari, che si trovava
lungo il tragitto, ed una visita alla fortezza di Capo
Passero.
Nonostante il poco tempo a disposizione (il preavviso fu effettivamente
molto breve), i giurati si diedero da fare per approntare tutto
l’indispensabile e per trovare degli alloggi in grado di
ospitare degnamente il vicerè e le illustri personalità
che lo accompagnavano; tra le altre cose, fecero pure allestire
un arco trionfale in legno nella piazza antistante il Duomo, per
dare solennità a quella importante occasione.
Il 2 ottobre 1607, di buon mattino,
il vicerè e i suoi familiari partirono in carrozza da Siracusa,
insieme ad una schiera di uomini a cavallo, tra cui il marchese
di Marineo, il marchese di Spaccaforno,
il Procuratore fiscale del Real Patrimonio, il
Tesoriere generale, il Maestro portolano,
il maggiordomo, i servi, i palafrenieri, i trombettieri, un reparto
di soldati tedeschi che costituiva la guardia del corpo del vicerè
e una moltitudine di soldati spagnoli con i loro ufficiali e sottufficiali.
La prima tappa del folto drappello fu la torre di Vendicari, dove
il barone netino Giovan Battista Grillo aveva
personalmente provveduto a portare del pane ed altre vettovaglie.
Subito dopo, il gruppo si diresse a Capo Passaro, per visitare
la fortezza appena ultimata; il vicerè, molto probabilmente,
era atteso per presiedere alla cerimonia di inaugurazione.
Nel pomeriggio la colonna di cavalieri prese la via per Noto,
percorrendo la strada che qualche anno prima il capitano Alvaro
Vives aveva fatto sistemare per commoditate publica.
Attraversata la piana di Bucachemi e superato
il fiume Tellaro, il corteo salì sull'Alveria,
entrando in città dalla Porta Inferiore
(quella che guarda a sud, nella valle del Durbo).
Dopo un giro all'interno delle mura, dove ebbe modo di ammirare
il Collegio dei Gesuiti, la chiesa di
Santa Maria la Rotonda, di San Cristoforo,
di San Tommaso, di San Giovanni Battista
e della Santissima Trinità, il vicerè
fu condotto nella Piazza Maggiore. Qui, proprio
davanti alla fontana del Laocoonte, era stato
innalzato l’arco trionfale su cui erano dipinte le insegne
e gli stemmi della sua casata.
Dopo la festosa accoglienza della cittadinanza e gli onori tributatigli
dall’aristocrazia e dalle autorità, il marchese di
Vigliena e i suoi familiari furono accolti nella casa di Francesco
Sortino (in passato appartenuta a Vincenzo Landolina,
barone del Burgio), dove rimasero ospiti per
tutto il tempo della loro permanenza a Noto.
Il giorno seguente, mercoledì 3 ottobre 1607,
il vicerè assistette alla messa celebrata nella chiesa
matrice di San Nicolò. Per l’occasione fu
aperta l'arca d’argento di San
Corrado e tutti ebbero modo di osservarne le sacre reliquie.
Sopra di queste fu poi posata una stoffa pregiata, di colore grigio
scuro, e porzioni di essa furono donate al vicerè e ai
suoi accompagnatori. Lo stesso giorno, a bordo della carrozza,
il marchese di Vigliena si recò a visitare il monastero
di Santa Chiara e la chiesa del Santissimo
Crocifisso.
Il 4 ottobre 1607 visitò la chiesa
di San Francesco e l’annesso convento, partecipando
alla messa in vesti bianche (ornate con i fregi del Vello d'oro)
e ricevendo il sacramento dell'eucaristia.
La mattina del 5 ottobre 1607 il vicerè
e il suo seguito lasciarono la città per continuare il
giro della Sicilia.
|